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Gli errori da evitare quando si fa Link Building

ByTek

Che a Google piacciano molto i link è ormai conoscenza comune (per approfondire). Pertanto, elaborare una strategia di Link Building è utile per aumentare la propria visibilità sul motore di ricerca. La Link Building porta a risultati diffusi sull’intero indirizzo web anche se sono più evidenti sulle pagine dove si è deciso di concentrare l’attività.

Tuttavia, se si commettessero alcuni errori, come quelli riportati nei paragrafi successivi, potrebbero verificarsi gravi conseguenze: la perdita delle risorse e del tempo investiti e penalità da parte di Google.

Link Building: non saltare una delle fasi 

Per fare Link Building bisogna affrontare tre fasi: strategica, operativa e di monitoraggio

La fase strategica prevede:

  • analisi del contesto
  • vaglio dei link profile dei competitor seo (che concorrono per parole chiave sulle quali ci si vorrebbe posizionare) e diretti (che offrono un prodotto/servizio uguale o simile al proprio) alla ricerca delle best practice da replicare
  • individuazione degli obiettivi plausibili in base al proprio budget e che non comportino penalizzazioni
  • definizione di cluster di keyword da monitorare; ad ogni cluster corrispondono una o più pagine target e le keyword per le quali si posizionano le relative pagine target

La fase operativa include:

  • selezione di siti adeguati sia per quanto riguarda l’autorevolezza, determinata dalla quantità di backlink e dalla qualità delle fonti da cui provengono, sia per la tipologia di contenuti proposti, i quali devono essere in linea con il proprio brand; sono preferibili siti verticali su temi simili ai propri a siti generalisti 
  • produzione di contenuti di qualità, che possano essere utili per gli utenti; proporre contenuti duplicati, non interessanti, scritti e formattati male può solo spingere Google Panda a declassarli dai risultati di ricerca

La fase di monitoraggio consiste nel rilevare nel tempo il traffico stimato per i diversi cluster. Tale traffico viene calcolato in base a Click Through Rate, volume di ricerca e posizionamento delle keyword appartenenti ai cluster nei mesi relativi alla campagna di Link Building. L’incremento o il decremento delle visite mensili deve essere legato a variazioni delle posizioni e non del volume di ricerca, affinché il risultato sia imputabile direttamente all’attività di link building.

Scegliere siti spam

Pubblicare contenuti che ospitano i propri link su siti creati al solo scopo di monetizzare attraverso la vendita di guest post potrebbe essere controproducente, poiché la loro cattiva reputazione rischierebbe di spingere Google a dare il via a penalizzazioni. 

Pubblicare su PBN (Private Blog Network) contenitori di link

I PNB sono una rete di siti/blog controllati e gestiti da un unico proprietario che li ha creati per linkare risorse. Infatti, spesso sono privi di sezioni come: Chi siamo, Contatti, Privacy. Scegliere questa tipologia di siti può minare la propria visibilità sul motore di ricerca.

Utilizzare link di bassa qualità

Ciò accade quando non vengono impiegate a dovere le metriche dei tools per valutare autorevolezza, traffico, presenza di link spam nel proprio sito e in quello che andrà ad ospitare i propri link. 

Creare solo link dofollow

Uno dei più grandi errori è usare una sola tipologia di backlink, ad esempio link dofollow o link nofollow. Costruire un solo tipo di backlink è una cattiva pratica SEO e Google potrebbe iniziare a penalizzare il sito in questione per tale motivo. É vero che i link nofollow non influiscono sui risultati del motore di ricerca poiché comunicano a Google di non seguirli, ma danno comunque una grande spinta in termini di SEO; considerato che qualsiasi backlink è la prova che qualcuno valuta un determinato contenuto rilevante, è chiaro che automaticamente questo acquisisca valore, che può tradursi in traffico. 

Linkare pagine non ottimizzate

È importante affiancare alla SEO off-page anche la SEO on-page: spingere una pagina che non sia stata adeguatamente strutturata o che non presenti al suo interno la keyword utilizzata come anchor text è totalmente controproducente e rischia di impedire il raggiungimento degli obiettivi, relativi alla link building, fissati.

Valutare in maniera superficiale la scelta delle ancore

Ricorrere ad ancore esatte è il metodo più veloce per scalare le SERP ma potrebbe indurre Google a insospettirsi. Bisogna cercare di bilanciare l’utilizzo di ancore generiche (Brand, URL, Distraction) e ancore specifiche (Exact Match, Phrase). 

Generare contenuti scadenti

Tra contenuti promozionali e contenuti informativi, i secondi sono preferibili affinchè risultino nativi e non comportino penalizzazioni. È possibile valutare la creazione di contenuti promozionali se questi verranno poi pubblicati su testate autorevoli in grado di assicurare visibilità al brand. Google è capace di valutare il contesto in cui è stato inserito un link. Di conseguenza, vanno presi in considerazione i seguenti espedienti:

  • produrre testi originali, poiché i link inseriti in contenuti duplicati hanno un peso minore
  • posizionare l’anchor text nella parte alta dell’articolo, in modo che lo spider di Google riesca a rilevarla, e in maniera del tutto naturale
  • approfondire la scelta delle keyword, cosicché l’articolo riesca a posizionarsi per quelle di interesse conferendo maggior trust al proprio indirizzo web